Ferro

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L’hai conosciuta tanto tempo fa, quando sia tu che lei eravate infelici di quella tristezza che puoi gustare solo da ragazzo: una emozione amara eppure piacevole perché non ancora diventata abitudine. Mica lo sapevi, di dovertela mettere da parte per i giorni della maturità.
Hai fatto insieme a lei tutto il possibile.
Avete viaggiato, siete stati in Inghilterra: avete visto Londra.
Negli Stati Uniti: avete visitato Las Vegas e New York; avete fatto i turisti in Italia, preso il sole sulle spiagge, giocato con la neve in montagna.
Vi siete sposati, un giorno di giugno così freddo da renderlo indimenticabile persino per le cronache. E pioveva, pure.
Sposa bagnata, sposa fortunata.
Una tua foto di quel giorno scattata a tua insaputa guarda il futuro dalla mia stanza ogni sera e ogni mattina.
Avete cercato case e le avete trovate. Dipinte pareti, comprati mobili, sedie lampade divani tavoli.
Letti.
Avete cercato i vostri bambini e li avete trovati.
Avete pianto da soli tra voi e avete riso insieme solo voi.
Siete usciti la sera per ritrovare il passato.
Hai sofferto dolori che solo tu conosci. Lei ha pianto lacrime che solo lei ha visto.
Un giorno, avete visto passare la speranza vestita di rosa e non l’avete riconosciuta.
Si è fatta sera, si è fatta mattina: un nuovo giorno così uguale a ieri da metter paura.
Rimandare le parole a domani; rimandarle finché svaniscono.
Cosa volevo dirti?
Qualcosa che aveva a che fare con l’amore, mi pare di ricordare in tutti i sensi.
Era d’estate, che non riuscivi a staccare le mani dalla sua pelle bruna di sole.
E’ di nuovo estate, che ti chiedi chi è e non sai risponderti. Ti guardi allo specchio e non ti riconosci.
Non ti resta, di vent’anni di vita d’amore litigi risate, non ti resta davvero che una sola frase rigida d’amido?
“Dovrò imparare a stirare”
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