Uomini di parola

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Hanno nomi di battesimo che di rado si sentono. Cole, ad esempio. 
O Cade. 
 Cale, forse?
Ti guardano con occhi “blu come l’oceano”, o “verdi come le foglie bagnate a primavera”,
oppure “azzurri come il cielo di maggio”.
O “neri e profondi come i tuoi desideri”. 
E scrutano, con questi loro sguardi penetranti, fin dentro il tuo cuore.
Scuotono al vento d’autunno le “folte chiome bionde”.
Asciugano al sole dell’estate i “lucenti capelli neri”.
Afferrano con le loro mani grandi le tue piccole e bianche.
Ti stringono tra le “forti braccia dai muscoli guizzanti”
ai propri ampi toraci  completamente glabri.
Sono “solidamente piantati su cosce robuste” in grado di sostenere tutto il tuo peso all’occorrenza. Sanno guardare dentro la tua anima.
Sanno cosa vuoi.
Da loro, da te stessa.
Si occuperanno di te alla perfezione, e da qui all’eternità.
Sono gli uomini dei romanzi rosa, creati da donne per altre donne, 
e che non esistono…solo perchè sono donne.
Ma scrivere è mestiere e serve, anche, solo, per vivere.
Perdonateci questi uomini di carta.
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