La sveglia.
Suona sempre mentre sto ancora dormendo.
Autore: malanguzzi
Vite di uomini non illustri e neppure esistiti, per quanto
Ci son giornate che proprio non girano per il verso giusto:
invece di santìare, gettiamo un pensiero alle vite delle sante donne e dei sant’uomini che sono trapassati remoti.
Oggi per esempio chi vuole può celebrare con me sant’Odomiro Cogliacci,
uomo di rara ignoranza coltivata con ogni cura, rissoso, antipatico e purtroppo assai puzzolente:
si lavava infatti il corpo e gli abiti solo due volte l’anno.
Egli riscattò tutte le sue mancanze quella sera di pioggia in cui per salvare la vita di un innocente perse sventuratamente la propria
sotto il rapido Genova-Brindisi,
con fermate intermedie a Trecase e Sottoilponte,
la stazioncina incriminata.
Il cagnino dell’ottuagenaria Teresina Coruzzi gli sopravvisse vent’anni.
La cara vecchietta compì quindi i 102 in serena compagnia del suo botolo.
Sant’Odomiro!
Santo del giorno, come piatto
Oggi chi lo desidera può festeggiare con me San Guisuga,
maschio pur con la “a” in fine di parola. Come “Andrea”: maschio.
San Guisuga: frate spagnolo sfrantecato dai selvaggi, pòro, e divenuto protettore delle zanzare, dell’Avis e degli anziani.
Cose che possono turbare un lungo fine settimana festivo.
Una cura canalare.
Di giovedì sera.
Nonostante
In ottobre il terzo carico di legna da ardere, l’ultimo, è stato sistemato con gli altri nel solito ricovero, quest’anno però privo di semipareti e semitetto. Semi, perchè non è permesso dalla Legge che siano autentiche pareti e una vera copertura. La legna da ardere d’inverno bagnata è un tale piacere, produce un senso di frustrazione così unico: perchè privarsene?
In ottobre sono arrivati anche i pezzi del ricovero per la legna da ardere, per completarlo pur se pieno di pertugi: montarli tra un tronco e l’altro, arrampicandosi e soffrendo. Un’esperienza diretta alla quale si potrebbe rinunciare: la prossima volta limitiamoci a farcela raccontare.
In ottobre hanno terminato di riparare il tetto. Così poche parole per definire un evento.
In ottobre sul lavoro ti hanno sommerso di percentuali.
In ottobre è stata installata la nuova stufa a pellet: passare dal freddo al caldo a volte è un bene.
In ottobre da queste parti l’aria profuma di legna bruciata. E la mattina presto, anche di terra umida. In ottobre, ci sarebbe ancora sufficiente luce, la sera, per fare una passeggiata al limitar del bosco e fingere di essere cappucetto rosso. O la nonna. O il lupo, perchè no?
In ottobre, l’autunno è arrivato già da qualche giorno. Nonostante tutto il resto.
Si piange, si ride
Più forte.
Perché il dolore è passato: hai capito che puoi farcela.
Più debole.
Perché è passato a trovarti il dolore e hai visto la tua vulnerabilità.
Più fragile.
E’ passato il dolore e ti ha lasciato ferita.
Si ride, si piange.
Ferro
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Mi fa un baffo
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Antenati al varco
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Solstizio
Niente di meglio
di una nuova stagione
per ricordare il tempo.
Coniugare il presente,
all’infinito.